Allman Brothers Band – Live At Fillmore East (1971)

Brutta giornata l’odierna, 25 gennaio 2017, ci coglie – infatti – impreparati la notizia della morte di Butch Trucks (1947-2017), storico batterista e fondatore della Allman Brothers Band, uno dei gruppi a me più cari. Era inevitabile, perciò – nonostante i continui e ripetuti ascolti – che oggi sul piatto finisse un loro album. La vera band, quella originale, durò purtroppo il tempo di un lampo ma riuscì, in soli 3 anni, a regalare tanto di quel materiale essenziale ed influente che l’hanno resa immortale. Nonostante alti e bassi (anche clamorosi) ed un ritorno in grande stile a metà anni ’90 con l’arrivo in seno alla band di elementi fondamentali quali Warren Haynes e Derek Trucks (nipote di Butch e, probabilmente, il miglior chitarrista in circolazione oggi) la line-up originale aveva qualcosa di magico ed irripetibile. Un sound che ha lasciato un profondo segno, soprattutto quello sgorgato dai solchi del famosissimo Live At Fillmore East, considerato tutt’ora il più bel live della storia della musica. Un album capace di contenere tutto, vademecum di musica tra genialità e gusto, tra blues, rock, psichedelia, jazz e improvvisazione. Un album impossibile da ripetersi, impossibile da non amare. Duane Allman (1946-1971) è un Dio della chitarra. Nelle sue mani le Gibson Les Paul, SG e 335 si trasformano, lo slide (una boccetta delle pastiglie Coricidin) scivola sulle corde come nessuno riesce a fare regalando, già nel riff di apertura di “Statesboro Blues”, brividi che immancabilmente ritornano ancora oggi dopo quasi 46 anni. E poi duetta con l’altro geniale chitarrista Dickey Betts creando giochi e melodie impagabili. Il fratello Gregg Allman, di par suo, canta come pochi, mentre con l’organo Hammond crea tappeti sonori di rara bellezza. E poi c’è la sezione ritmica composta dal compianto Berry Oakley (1948-1972) che con un basso dirompente arriva alla perfezione di suoni assieme alle due batterie di Butch e di Jaimoe. Un disco che inizialmente era un doppio LP, poi doppio CD con inediti (1992), fino al definitivo cofanetto che racchiude tutte e 4 le performance al celebre locale di NYC (12-13 marzo set pomeridiani e serali) + una del 27 giugno, a precedere di pochissimi mesi la morte, per incidente motociclistico, della mente Duane Allman.

Un disco fondamentale ed un ascolto carico di sentimento per Duane, Berry e Butch.


 

Allman Brothers Band – Live At Fillmore East (1971)