Quando si parla di chitarra bluegrass subito la nostra immaginazione va a nomi quali Doc Watson, senz’altro uno dei più importanti, oppure a Norman Blake, che sa passare dall’old-time al newgrass senza difficoltà alcuna, o anche a grandi talenti come Tony Rice, Clarence White, Russ Baremberg fino, in certi casi (ma più legato al blues e al folk a 360°) David Bromberg; meno usualmente si pensa a Dan Crary (classe 1939), insegnante di Comunicazione del Linguaggio alla California State University di Fullerton e grandissimo chitarrista con una carriera, iniziata nel 1967, che lo ha visto sui principali palchi di tutto il mondo. Dopo le collaborazioni con gli amici Biron Berline, e John Hickman nei Sundance poi nel trio a loro nome, che l’hanno imposto negli USA come uno dei più validi “flatpickers”, Doctor Dan ha intrapreso una carriera solista che lo vedeva, cosa molto ardua, solo su un palco con la sua chitarra (una Stuart Mossman in sostituzione della Martin D28 del ’56 precedentemente utilizzata) capace di reggere un intero concerto senza l’aiuto di altri strumenti. Nel 1976 esce questo suo secondo album (Lady’s Fancy – Rounder 0099) dove riunisce un grande numero di amici che si alternano nelle 10 tracce. Un album ricco di nomi dove oltre al violino del gigante Berline e al banjo di Hickman troviamo veri e propri mostri sacri quali Sam Bush e il suo mandolino, Skip Conover allo “square neck” dobro, un giovanissimo Vince Gill (mandolino e dobro) Allen Wald e Curtis Burch alle chitarre, John Cowane Courtney Johnson ad alternarsi al basso. Un disco solo strumentale, senza ausilio della voce dove Crary può mettere in mostra – ma senza che appaia una lezione di chitarra – la sua grande tecnica chitarristica creando diverse atmosfere nella reinterpretazione di brani storici o nella proposizione dei suoi. Un suono pieno e vigoroso, con un grande uso dei bassi con la chitarra spesso accordata in “dropped D” proprio per poter utilizzare meglio il bordone delle corde basse, con un fluido fraseggio e l’utilizzo del “crosspicking” di cui è maestro. Un album consigliato ai virtuosi di chitarra, ma anche a chi vuol capire come utilizzare una grande tecnica senza arrivare ad assuefarne il suono. Da sottolineare che Dan Crary ha anche creato, già dal 1994, un interessantissimo sodalizio musicale col chitarrista italiano Beppe Gambetta, un artista sempre troppo poco considerato come, ahimè, gran parte dei musicisti bluegrass italiani (e sono tanti) che meriterebbero molto più spazio nelle manifestazioni e nei locali italiani.


 

Dan Crary – Lady’s Fancy (1976)

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