Gerry Groom – Once In A Blue Moon (foto Antonio Boschi, WIT Grafica & Comunicazione)Non si può certo affermare che la fortuna avesse una particolare simpatia per Gerry Groom, musicista di Saratosa in Florida, nonostante possedesse tutte le carte in regola. Eppure il preludio era tra i più fortunati con quell’incontro, quasi fortuito, con Duane Allman quando un sedicenne Gerry si presentò alla porta del camerino del grande chitarrista che lo fece entrare chiedendogli di suonare qualcosa per lui. Allman rimase colpito dal suono del ragazzo e gli promise che lo avrebbe fatto salire sul palco alla prossima esibizione dell’Allman Brothers Band a Sarasota. Cosa che puntualmente avvenne e tra i due nacque un’amicizia a tal punto che Duane stessò disse a Gerry che nel caso gli fosse capitato qualcosa la sua chitarra Gibson SG del 1962 sarebbe diventata di sua proprietà. Mai ci si sarebbe aspettati che quel fatidico 29 ottobre del 1971 uno stupidissimo incidente privò Gerry ma, soprattutto l’intero mondo della musica, di uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi e il giorno del funerale, mentre la chitarra stava per essere sepellita assieme al suo proprietario al fratello Gregg, in un momento di lucidità, venne in mente la promessa di Duane e, così, Gerry si ritrovò ad essere il proprietario di quella mitica chitarra costruita in un unico pezzo di legno dalla quale uscirono le meravigliose note di “Statesboro Blues” ed altre song dove il boccetto di Coricidin scivolava con poesia sulle 6 corde della rossa Gibson. Da quel giorno Gerry iniziò a concentrarsi ancora di più sul blues, soprattutto quello delle origini, affinando – anche grazie alle informazioni ricevute dal celebre amico – la sua tecnica alla slide. La sua fama, però, non andò aumentando, anzi le esibizioni rimasero molto circoscritte, anche se nell’ambiente il nome di Groom era, se non altro, rispettato. A testimonianza di ciò ecco questo album uscito nel 1992 per l’etichetta indipendente californiana Shattered Music col numero SHA-002 che raccoglie registrazioni quasi informali che vedono la presenza, in alcuni brani, di Mick Taylor, un altro grande chitarrista che ha lasciato il segno prima nei Bluesbreaker di John Mayall e – poi – alla corte dei Rolling Stones, in quello che forse è stato il momento migliore per la celebre rock band inglese. Questo “Once In A Blue Moon” si presenta come un ottimo e fresco disco di blues, dove oltre alla tecnica emerge il cuore. Ricco di Country Blues, tra pezzi autografi e cover di Muddy Waters, Robert Johnson e Willie Dixon questo album scorre benissimo con la vecchia National di Groom che duetta con la Stratocaster di Taylor ottimamente sostenuti dalla sezione ritmica composta da un giovane Matt Abts (in quel periodo – siamo nel 1988 – in forza alla Dickey Betts Band dove conoscerà Warren Haynes) alla batteria, Paul III al basso e con l’armonica di Thomas”Blues” Uhde e il piano di Jeffrey Barr a completare la formazione. Senza poter essere annoverato tra i capolavori (ne è ben lontano) rimane un disco piacevolissimo, che ci fa capire come con la passione e l’amore si possa ottenere un ottimo risultato. “Can’t Be Satisfied” apre e da la carica, “When You Got A Friends” – dove lo spirito di Duane è ben presente – ci regala un Groom ispirato e con una bella voce, molto blues. Nella pianistica “Coastin’ Home” ecco arrivare Taylor (e si sente) così come nello slow seguente “Mick’s Jam” dove i due chitarristi duettano nei circa 8 minuti del brano. Si prosegue con una bella “Music Teacher” e col boogie woogie ”Hip Shake” prima di arrivare alla lunga “Long Distance Call” dove la resofonica del band leader ci porta alle piantagioni di Rolling Fork. Dal repertorio di Dale Hawkins ci arriva l’hit “Susie Q” prima di una bellissima versione di “Louisiana Blues”, sempre a firma McKinley Morganfield. “Spoots For Days”, altro brano di Groom, anticipa una “Red Rooster” ricca di pathos e, per chiudere, una alternata versione dell’iniziale “Can’t Be Satisfied”. Un buon disco, consigliabile ai più che, purtroppo, il buon Gerry non poté assaporare in quanto perì il giorno 11 febbraio dello stesso anno in un incidente subacqueo. Quando si dice che la fortuna non è dalla tua. So Long Gerry Groom e grazie per le belle emozioni.

[Antonio Boschi]


Gerry Groom – Once In A Blue Moon (1992)

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