Ci sono dischi che ti entrano dentro da subito. Appena parte la prima canzone capisci che “è tuo”, sei stato catturato e mica scappi più. E neanche vuoi farlo, aggiungo. Come per questo “Ton-Ton Macoute!” (1970 – Capricorn, 314 536 106) accreditato al chitarrista, cantante, armonicista Johnny Jenkins (1939-2006), in passato leader dei Pinetoppers, gruppo che aveva come cantante un giovanissimo Otis Redding. Questo album, per la verità, doveva essere a nome di quel geniaccio di Duane Allman quando ancora il progetto Allman Brothers non aveva dato i famosi frutti (siamo nel 1968), ma Phil Walden – astuto qual era – aveva capito di aver in casa (nella sua Capricorn Records) un jolly di rara potenza e decise, allora, di spostare e terminare le sessioni di registrazione dagli originali Muscle Shoals (Alabama) a quelli di Macon (Georgia) e affidare il progetto a Jenkins che non ha certamente sprecato questa succulenta occasione. Ne esce un prodotto di altissima qualità dove il suono del Sud viene sviscerato in tutte le sue forme in una miscela limacciosa di blues, soul, country, funk e rock. Duane Allman lascia il segno con la sua slide guitar già nella meravigliosa, iniziale “I Walk On Gilded Splinters” dal bellissimo “Gris-Gris” di Dr. John, qui in una versione impastata col fango del Mississippi. Ci sono a dar manforte e a rendere memorabile questa canzone (ma anche tutto il disco) grandi nomi della musica “sudista” di quegli anni, ad iniziare dalla sezione ritmica della famosa band di Macon Jaimoe e il compianto Butch Trucks (1947-2017) ai quali si aggiunsero il piano suonato da Bruce Hornsby, il basso di Robert Popwell (in alcune tracce c’è anche Berry Oakley), la chitarra solista di Pete Carr e i cori delle Southern Comfort. Il delta blues di Sleepy John Estes rivive in versione elettrica (e molto stonesiana) di “Leaving Trunk” con Carr molto efficace alla chitarra. Di gran classe l’ipnotica “Blind Bats & Swamp Rats” che più southern non si può, mentre la versione di “Rollin’ Stone” – che poi si chiama anche “Catfish Blues” – ci arriva direttamente dalla baracca alla Stowall Plantation di Muddy Waters in una delle migliori interpretazioni che si possa mai trovare di questo grande brano. E ancora una volta Duane Allman lascia il segno, mentre l’interpretazione vocale di Jenkins è da manuale. Dal repertorio di Fats Domino ecco una versione funky di “Sick And Tired” mentre è dalla penna del grande Bob Dylan che sono uscite note e parole di “Down Along The Cover”, molto più blues dell’originale apparso su “John Wesley Harding”. Ancora ritmi funk per la grintosa “Bad News” che precede uno dei cavalli di battaglia degli Allman, la cover “Dimples” di John Lee Hooker, che vede Duane e Carr dialogare con le loro chitarre mentre Jenkins si divide tra canto e armonica. Il vinile terminava con una caraibica versione di “Voodoo In You” in tipico stile New Orleans e con un finale di grande emotività anche grazie alle Southern Confort che vantava tra le sue fila Donna Jean Godchaux, da lì a poco vocalist dei Grateful Dead. L’edizione rimasterizzata in CD comprende anche 2 bonus track, la prima “I Don’t Want No Woman”, tipico blues elettrico, e la finale, intensa “My Love Will Never Die” di Otis Rush dove, in entrambe, è la chitarra di Jenkins a svolgere il ruolo di solista. I posti erano quelli giusti, i musicisti anche, l’atmosfera era perfetta in quei mesi (non a caso di lì a poco anche gli Stones arrivarono in Alabama ad incidere Sticky Fingers, uno dei loro migliori album) e il risultato non poteva che essere un capolavoro. Signore e signori, “Ton-Ton Macoute!” non può mancare dalla vostra collezione di dischi.

[Antonio Boschi]

 

Johnny Jenkins – Ton-Ton Macoute! (1970)

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