La storia musicale di RoebuckPops” Staples (1914-2000) è immensa e ricca di episodi. Nato nei pressi di Winona, nella contea mississippiana di Montgomery, ha avuto modo di incontrare coloro che il blues lo hanno fatto veramente, i veri eroi. Da Charlie Patton a Robert Johnson o il grande Son House dai quali ha “rubato” tutti i possibili segreti. Durante gli anni della Grande Depressione inizia a cantare in cori gospel, poi si sposa e si trasferisce assieme alla moglie Oceola – tra i tanti – in quel di Chicago dove, a metà dello scorso secolo, forma il proprio gruppo, che prende il nome The Staples Singers ed incide il primo di una lunga serie di album. Nel gruppo, di costituzione tipicamente patriarcale, cantano le figlie Cleotha, Pervis, Mavis e Yvonne con un repertorio che spazia tra gospel e rhythm’n’blues ottenendo un enorme successo. Per chi non avesse mai sentito nulla o non conoscesse la formazione potrebbe bastare ascoltare o vederla in azione – nel film The Last Waltz di Martin Scorsese – dove, assieme a The Band, interpretano una versione che definire meravigliosa è riduttivo del capolavoro “The Weight”. Pops Staples ci mette più di settantasette anni per incidere un disco a proprio nome e ciò avviene nel 1992 con questo “Peace To The Neighborhood” (1992 – Point Black, 92147), capace di aggiudicarsi una nomination per i Grammy. Non è certamente l’album più importante della grande discografia dell’ormai vecchio cantante e chitarrista, ma contiene alcune “chicche” che lo rendono di grande importanza. Prima di tutto ad aiutare questo bravissimo band leader troviamo personaggi della caratura di Jackson Browne, Bonnie Raitt, i Memphis Horns e – soprattutto –Ry Cooder con la sua band in 2 brani, che avrebbero dovuto essere molti di più, produzione compresa, ma l’intensa attività del chitarrista californiano (era l’anno del progetto Little Village assieme a John Hiatt, Nick Love e Jim Keltner, quest’ultimo presente anche qui) lo hanno costretto ad abortire in parte il progetto. Però nei due brani dov’è presente lascia un segno notevole. “Down In Mississippi”, il blues di JB Lenoir (ve lo ricordate anche nel film Crossroads?) è molto intensa ed ispirata ma, soprattutto, la versione del classico “I Shall Not Be Moved” è da pelle d’oca e la particolarissima voce di Staples e il classico “tremolante” stile chitarristico duettano con la chitarra slide di Cooder in un crescendo di altissimo spessore emotivo e tecnico. Solo per questa versione sarebbe d’obbligo acquistare il disco che, però, presenta anche altre belle composizioni, come l’iniziale “World In Motion”, brano di e con Jackson Browne che vede Bonnie Raitt a far da spalla (e che spalla) alla slide e alla seconda voce. Molto bello anche il brano che dà il titolo all’album e che arriva dal repertorio dei Los Lobos in una versione molto “errebi” di una delle più note song a firma Hidalgo/Perez. Da segnalare anche le seguenti “Miss Cocaine”, un lento ed ipnotico blues, e “Pray On My Child” tipica song di Staples che vede alla voce Mavis Staples ad aiutare il padre, e quando arriva Mavis ogni cosa si trasforma. Un disco molto bello che risente, magari in alcuni tratti, di una produzione troppo anni ’90 ma che si fa amare perché Pops Staples non lo si può non amare.

[Antonio Boschi]

 

Pops Staples – The Neighborhood (1992)

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