Tra le tante dipartite del 2016 dobbiamo annoverare anche quella di Ralph Stanley (classe 1927) uno dei più influenti artisti del panorama bluegrass statunitense. Molti avranno avuto l’occasione di vedere il bellissimo film dei Fratelli CoenO Brother, Where Art Thou?” dove l’allora settantatreenne Stanley interpretava “a cappella” una versione da brividi di “O Death”, una delle vette più alte di tutto il film, da ricordare anche per la spettacolare colonna sonora curata da T-Bone Burnett. Ma Ralph Stanley non è solamente un grande cantante è, anche, un bravissimo suonatore di #banjo, uno degli strumenti principali del bluegrass. Con questo termine si considera quella musica nata sugli Appalachi, la lunga catena montuosa che da New York corre lungo la costa Est degli Usa fino ad Atlanta e che, molto concisamente, possiamo definire il blues bianco, progenitore – assieme all’Old-Time del Folk, della Roots Music e del Country. Il banjo, assieme al violino, è stato da subito uno degli strumenti cardine nella musica tradizionale bianca e la sua evoluzione negli stili è passata dal clawhammer, al bluegrass fino al newgrass. Ralph Edmond Stanley fu uno dei principali artefici del sound che Bill Monroe aveva fatto conoscere al mondo ereditando uno stile banjoistico simile a quello del grande Earl Scruggs, iniziando una brillante carriera assieme al fratello Carter prima negli Stanley Brothers e successivamente trasformandosi nella band Clinch Mountain Boys. Questo “The Stanley Sound – Around The World” (1973 – King Bluegrass Records KB 522) è stato registrato dopo la prematura morte del fratello Carter (1966) presso i Lemco Recording Studios di Lexington (Kentucky) e presenta una serie di brani del vasto repertorio dello stesso Stanley enfatizzando di averli eseguiti in diversi Stati sparsi nel mondo durante i vari tour. Ad accompagnare il band leader in questo progetto troviamo Roy Lee Centers alla chitarra ritmica e alla voce solista, Curly Ray Cline al violino, Jack Cooke al basso e voce baritono e Rickey Lee alla chitarra solista. I brani proposti provengono in parte dalla tradizione, “Bill Cheetum”, “Who’ll Sing For Me” e “Cumberland Gap”, dal repertorio di Bill Monroe “On And On” se non usciti dalla penna dei fratelli Stanley stessi come “Goin’ To Paint The Town”, “Riding The Mountain Train”, “Loving You Too Well” e “Nobody’s Love Is Like Mine”. Certamente non il più bello e importante album del genere, resta comunque un buon capitolo nella storia di questa musica puramente americana, ancora poco conosciuta, apprezzata e suonata in Italia e alla quale non è ancora dato il giusto valore come progenitrice di tanti suoni. Non dimentichiamo che il mistico intreccio tra blues, bluegrass e le musiche popolari del Sud hanno determinato la nascita del Rock’n’Roll.

 


 

Ralph Stanley – The Stanley Sound – Around The World (1973)

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