Il Silver Meteor è un celebre treno che dal 1939 unisce New York con Miami ma è, anche, un interessantissimo disco di progressive country uscito nel 1980 per l’etichetta californiana Sierra Briar Records. Precisamente si tratta di una antologia che raccoglie materiale che proveniva dalla zona di Los Angeles quando la celebre metropoli della West Coast era diventata la capitale indiscussa dell’alternative country sul finire dei ’60 e nei primi anni del decennio seguente. Soprattutto questo disco contiene alcune inedite tracce del grandissimo chitarrista Clarence White (1944-1973) che erano state registrate per quello che sarebbe dovuto essere il suo album solista d’esordio, ma il fato volle che un autista ubriaco uccidesse Clarence Joseph LeBlanc in quella terribile notte del 14 luglio 1973 mentre, assieme al fratello Roland White, stava caricando gli strumenti dopo un concerto reunion dei Kentucky Colonels a Palmdale (CA). Era un momento di grande successo per White, senza dubbio uno dei più importanti chitarristi acustici che, partito dal bluesgrass, ha saputo trasformare il suono della musica folk rock statunitense come ci testimoniano le tantissime partecipazioni in famosi album o in altrettante celebri band, come Byrds o il super gruppo Muleskinners. In questo “Silver Meteor” (SRS-8706) sono presenti anche altri grandi artisti – come gli Everly Brothers, Richard Greene, Eric Weissberg, Bill Keith, Jim Rooney, Barbara Keith, Lewitt And McClure e Casey Kelly – ma è il materiale del chitarrista nato a Lewistone, nel Maine che emerge in modo prorompente, lasciandoci solo immaginare cosa sarebbe potuto essere il nuovo album. Si inizia con “Never Ending Love” di Delaney Bramlett, qui resa in puro bluegrass style, col magnifico banjoista Bill Keith (1939-2015) impegnato a duettare col violino di Byron Berline. La seguente “Last Thing On My Mind” è un piccolo capolavoro di Tom Paxton che ci ricorda che Clarence è anche un bravissimo cantante. In “Alabama Jubilee” abbiamo una chiara dimostrazione dell’abilità alla chitarra del nostro, dove le influenze di Doc Watson e Django Reinhardt emergono evidenti e il suono della Martin D18 (la celebre D28 modificata, ora in possesso di TonyRice, era già stata venduta) regala gioia all’ascoltatore. In questo brano troviamo anche il fratello Roland al mandolino oltre a Keith, Berline, #HerbPedersen alla seconda chitarra e Roger Bush al basso. Grande sorpresa nel seguente brano scritto da Mickey Newbury “Why You Been Gone So Long”, anch’essa meravigliosa, dove abbiamo – riconoscibilissimo – Ry Cooder alla slide guitar, e non serve aggiungere altro. Purtroppo sono solo questi 4 brani che ci pervengono dalle famose session incompiute. Tocca al chitarrista e cantante di Baton Rouge (Louisiana) Casey Kelly proporci una interessante “Silver Meteor” che risente tantissimo del sound Nitty Gritty Dirt Band di “Uncle Sam”. Questa e la seguente “A Good Love Is Like A Good Song” giungono dall’omonimo album del 1972 uscito per la Elektra e dove troviamo, tra gli altri, Russ Kunkel alla batteria, Craig Doerge alle tastiere e Sneaky Pete Kleinow (1934-2007) alla pedal steel guitar. Si chiude, così, questa bellissima prima facciata dell’album che riprende, dopo aver voltato il vinile (gesto che continua ad avere il fascino di creare l’attesa) con gli Everly Brothers, duo che non necessita presentazione e dei quali veniamo ad ascoltare due brani – “I’m On My Way Home Again” e “Cuckoo Bird” – che provengono da registrazioni del 30 aprile 1969 ed usciti come singoli per la Warner. Ad aiutare Don e Phil (1939-2014), ecco Gene Parsons al basso, batteria e banjo e ritroviamo Clarence White, che utilizza il famosissimo Sting Bender (o B-Bender) ideato dagli stessi Parsons e White. Della songwriter Barbara Keith troviamo una buona versione di “The Bramble And The Rose”, il traditional reso celebre dalla coppia Mary McCaslin & Jim Ringer (1936-1992) e che darà il titolo al loro album del 1978 uscito per la Philo. È datato 1969 lo strumentale a due chitarre (elettriche) “Living In The Country” di Dan Levitt e Marc McClure che passa senza far male a questa delicata melodia composta da Pete Seeger. Molto meglio le conclusive “The Knight Upon The Road” e “Hitch-Hiker” a nome “Blue Velvet Band”, anonimo nome (ma ricercatissimo dai collezionisti) che cela i ben noti Jim Rooney alla chitarra e voce, Bill Keith, ovviamente al 5 string banjo oltre che alla pedal steel, Eric Weissberg alle chitarre, Richard Greene al violino, #JohnHammond all’armonica, il tutto sostenuto dalla ritmica di Andy Kulberg (1944-2002) al basso e Buddy Saltzman (1924-2012) che si alterna a Gary Chester (1924-1987) alla batteria. Un plauso al produttore John Delgatto per aver, con pazienza ed intelligenza, raccolto brani perduti o dimenticati che fanno parte della storia della musica americana. Il disco è stato ristampato anche in CD nel 2010, sempre dalla Sierra Records.

[Antonio Boschi]


Silver Meteor – A Progressive Country Antology (1970)

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