Un disco da incorniciare, nel vero senso della parola e per ben due motivi: è indubbiamente uno dei più bei live della storia e la copertina è un capolavoro (uno dei tanti) di quel genio dell’illustrazione che era Norman Rockwell capace, più di chiunque, di rappresentare l’America. (Chi fosse interessato può leggere maggiori dettagli qui: http://bit.ly/2kGIPDc)

The Live Adventures Of Mike Bloomfield And Al Kooper (1969 – Columbia Records KGP-6) è un doppio LP (poi anche doppio CD, rimasterizzato nel 1997 senza alcuna aggiunta) che ci presenta il meglio di tre fantastiche esibizioni alle quali il pubblico di San Francisco ha potuto assistere nelle serate del 26, 27 e 28 settembre del 1968. Se penso a cosa possono aver assistito gli abitanti della città californiana in quegli anni mi viene la pelle d’oca. Bloomfield e Kooper si erano conosciuti 3 anni prima quando si trovarono a creare, sotto la guida di #BobDylan il disco più importante della storia, quel “#Highway61Revisited” che sanciva – oltre al passaggio di Dylan all’elettrico – la maturità raggiunta dal rock. Un disco dove i due nuovi amici lasciarono il segno, Al Kooper (1944) col suo organo Hammond e Mike Bloomfield (1943-1981) con la sua magica chitarra (Gibson, quasi sempre, o Fender che fosse), aprendosi la meritata strada verso il successo, consacrato col bellissimo Super Session (1968) che vedeva protagonista anche Stephen Stills. Un disco, questo, che rispecchia fedelmente lo spirito di far musica di quegli anni, dove la sperimentazione e la fusione di diversi generi – in questo caso blues, rock, jazz, e psichedelia – era alla base di tanti progetti discografici e live. È stato un periodo irripetibile per la storia della musica moderna ed ascoltando le 14 tracce di questo disco possiamo notare come, a distanza di quasi mezzo secolo, il suono sia ancora attuale ed intrigante. Canzoni ancora oggi immortali come “59th Street Bridge Song” di Paul Simon, il capolavoro “The Weight” di The Band, “Dear Mr. Fantasy” dei Traffic oppure “Green Onions” di Booker T and Mg’s assieme a meravigliosi blues come “I Wonder Who” e “Mary Ann” di Ry Charles o “Don’t Thow Your Love On Me So Strong” di Albert King in una esplosione di suoni e di gusto musicale. A supportare questo duo troviamo al basso John Kahn (che accompagnerà quasi sempre Jerry Garcia nei suoi progetti extra Dead) e il batterista Skip Prokop ai quali si aggiungeranno, due nuovi volti che poi diverranno celebri quali Elvin Bishop e Carlos Santana, quest’ultimo alla sua prima apparizione su disco. Purtroppo la carriera di Bloomfield verrà pesantemente segnata da problemi fisici confluiti nell’abuso di alcol e droghe che lo portarono ad una prematura morte, mentre Kooper ha visto la propria carriera ricca di soddisfazioni anche nel ruolo di produttore e scopritore di nuovi talenti come, ad esempio, i Lynyrd Skynyrd.

[Antonio Boschi]


 

The Live Adventures Of Mike Bloomfield And Al Kooper (1969)

Un pensiero su “The Live Adventures Of Mike Bloomfield And Al Kooper (1969)

  • 21 settembre 2018 alle 17:28
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    D’accordo su tutto, ma ci tenevo a ricordare una cosa importante : Nella citazione di H61R e della sua registrazione, li’ nacque quello che poi fu il nucleo di SuperSession, in quanto il bassista e’ quel fenomeno e Turnista di Harvey Brooks, che troviamo anche in Bitches Brew e The Soft Parade…e’ un particolsre che sfugge a tutti. Complimenti comunque…abbiamo gusti simili..soprattutto leggendo di Who e ABB

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