Il Texas è il secondo più grande Stato americano dopo l’Alaska, è famoso per il petrolio, per le bistecche giganti, per aver assassinato JFK ma anche per la musica. Buona musica. Da Scott Joplin a Janis Joplin, da Buddy Holly a Stevie Ray Vaughan, Bob Wills, Blind Lemon Jefferson e i barbuti campioni d’incasso ZZ Top. E poi tutto il filone dei songwriter tra i quali troviamo Townes Van Zandt (1944-1997), indubbiamente il più ignorato dal pubblico e il più amato dagli altri songwriter. Non è stata facile la breve vita di questo occhialuto e dinoccolato ragazzone di Fort Worth, dal carattere schivo e malinconico ma capace di scrivere alcuni dei più bei momenti della musica americana. Un mix tra blues, folk e country dove regna sovrana la solitudine, mai banale, ma anche tanta dolcezza e profonda intimità. Flyin’ Shoes arriva dopo quel capolavoro che è “Live At The Old Quarted, Houston, Texas” uscito nel 1977 ma che conteneva le registrazioni di un concerto di quattro anni prima. Uscito per l’etichetta Tomato (1978 – TOM 7017) regala momenti memorabili nel tipico stile cantautorale che ha da sempre contraddistinto questo artista, dove da testi dalla semplice poesia escono contenuti di immensa profondità con una melodia che sa ammaliarti come farebbe un serpente a sonagli. Se si eccettua la cover “Who Do You Love” di Bo Diddley tutti i 9 brani rimanenti sono dello stesso Van Zandt e tra queste spiccano capolavori come “Loretta”, che apre l’album, e le seguenti “No Place To Fall” e la title track “Flyin’ Shoes”. Dalla seconda facciata spiccano la crepuscolare “Rex’s Blues” e le conclusive solitarie “Brother Flower” e “Snake Song” che chiude l’album. Un suono sempre molto equilibrato dove troviamo ad aiutare Townes uno stuolo di ottimi musicisti voluti dall’ineccepibile produttore Chips Moman. Un disco di Townes Van Zand, il texano che aveva influenzato i grandi songwriter. Steve Earle, Guy Clark, Lyle Lovett, Lucinda Williams, Willie Nelson, Dave Alvin, Cowboy Junkies e persino sua maestà Bob Dylan ringraziano.

Facciamolo anche noi.


Townes Van Zandt – Flyin’ Shoes (1978)

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