Erskine Caldwell books_foto Antonio Boschi, WIT Grafica & Comunicazione

Niente è così bello come sdraiarsi su un divano e leggere un romanzo”, sono le parole di un grande scrittore dell’ottocento. E cosa c’è di meglio di un bel romanzo per capire e meglio conoscere quelle terre del profondo Sud statunitense, confinanti con il Delta del Mississippi, soprattutto durante il tragico periodo della Grande Depressione. Tra i tanti narratori di queste rurali terre – piene zeppe di tragiche realtà da denunciare e con una degenerazione morale che si era impadronita delle famiglie dei contadini a causa di una situazione economica che ha messo a rischio non solo la sopravvivenza fisica ma anche, o soprattutto, la dignità stessa dell’individuo – troviamo Erskine Caldwell, scrittore diventato leggenda e dimenticato nell’arco di pochi anni. Uno scrittore scomodo, troppo spesso nel mirino delle autorità statunitensi che arrivarono, persino, ad arrestarlo. Erkine Preston Caldwell (1903 – 1987) nacque a White Oak in Georgia e apparve sulla scena letteraria negli anni che seguirono la grande crisi del 1929. Figlio di un ministro di culto della Chiesa Associata e Riformata Presbiteriana, fu uno dei principali esponenti della letteratura sociale americana fiorita in quei decenni dedicandosi, con particolare interesse, ai cosiddetti “poveri bianchi” del Sud, specialmente della Georgia, e alla loro miseria e ignoranza. A causa dei continui spostamenti del padre non gli fu possibile compiere studi regolari, tuttavia riuscì a frequentare l’Università della Virginia, dove approfondì le scienze sociali, mentre si guadagnava la vita con vari mestieri: manovale, segantino, cameriere, macchinista, cuoco, calciatore professionista. Quella sua conoscenza del Sud si rivelò poi nei libri del “Southern Cyclorama” (Il Ciclo del Sud) iniziatosi con “Tobacco Road” (La Via del Tabacco), del 1932 e conclusosi con “Episode in Palmetto” (Episodio a Palmetto), edito nel 1950. Intanto si era trasferito (o forse si potrebbe dire che era fuggito) verso il Nord, fermandosi solamente nel Maine, dove rimase 8 anni e qui cominciò la carriera letteraria. L’esordio avvenne nel 1930, con un racconto pubblicato su una rivista, e col primo romanzo “The Bastard” (Il Bastardo) al quale seguì “Pool Foor” (Un Povero Scemo) dello stesso anno. Quando uscì il primo libro le copie vennero subito sequestrate dalle autorità che ne vietarono la diffusione, pare a causa del titolo. Da allora Caldwell prese a scrivere recensioni retribuite. Soltanto nel ’33 lascio il Maine per raggiungere New York per assistere al Masque Theatre alla rappresentazione della riduzione teatrale fatta da Jack Kirkland del suo romanzo la Via del Tabacco, uscito appena l’anno prima. Se il romanzo era passato quasi inosservato non così avvenne per la commedia la quale scatenò un vero scandalo di critica e di pubblico. Scandalo che Caldwell non si curò minimamente di sedare e, anzi, alimentò con la pubblicazione dei due romanzi successivi, “God’s Little Acre” (Il Piccolo Campo), 1933 e “Journeyman” (Il Pellegrino del Diavolo), 1935.

Una foto di Margaret-Bourke-White

A questo punto levò le sue proteste addirittura la Camera dei Deputati, malcontento che produsse l’arresto di Caldwell, ma il seguente processo scagionò completamente lo scrittore che, allora, nel 1936 intervenne, per la prima volta, non per difendersi ma a confermare la sua denuncia delle condizioni della Georgia, prima con un articolo uscito sul New York Times, poi con un viaggio intrapreso con la celebre fotografa Margaret Bourke White, che nel frattempo era diventata sua moglie. Da quel viaggio nacque “You Have Seen Their Faces” (Tu hai visto i loro volti), una sorta di documentario e uno dei più notevoli pezzi del genere, uscito nel 1937. Oltre a confermarlo come scrittore sociale il libro lo indicò come uno dei più autorevoli esperti di costumi degli Stati Uniti. In seguito passò a studiare l’Europa e alcuni dei frutti dei suoi viaggi sono “North of the Danube” (A Nord del Danubio), 1939 e “All-Out on the Road to Smolensk” (Sulla Strada di Smolensk), 1942. La notorietà di Caldwell è tuttavia legata ai libri del Ciclo del Sud, nei quali descrisse con instancabile attenzione la misera situazione ambientale dei poveri mezzadri. Il dramma del contadino strappato alla terra dall’industrializzazione dilagante e vittima, d’altra parte, della propria incapacità a comprendere con la furbizia degli affaristi settentrionali, è reso con una pungente amarezza, ravvivata dal comico e dal grottesco, in cui Caldwell tempra la sua tecnica di scrittore naturalista. Uno scenario ben differente, quindi, dall’edulcorato e romantico Sud delle magnolie e del chiaro di luna fino ad allora narrato. Uno scrittore fondamentale ancora oggi per comprendere come è nata la musica popolare americana, quella che ha maggiormente influenzato molte persone in ogni angolo del globo ma – anche – per capire l’involuzione sociale molto evidente in questi ultimi anni a livello globale.

[Antonio Boschi]


 

Uno sguardo al “Deep South” attraverso Erskine Caldwell

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