Love Is The Song We Sing: San Francisco Nuggets 1965-1970 (foto Antonio Boschi, WIT Grafica & Comunicazione)Love Is The Song We Sing: San Francisco Nuggets 1965-1970 racconta una storia. Racconta l’unicità di una città come San Francisco che possiamo notare anche dalla sua musica che ha saputo – soprattutto nell’epoca d’oro del “Flower Power” – regalare momenti indimenticabili e fortemente ispirativi per le generazioni future. Dalle nebbie mattutine che dalla celebre e inquietante baia arrivano ad ammantare le colorate case della metropoli californiana, o dalle sue colline che ospitano popolosi e popolari quartieri di questa vecchia missione spagnola è arrivata fino al giorno d’oggi, accompagnata da una sorta di aurea dorata che riesce a mantenere e creare sempre nuovi adepti per una cultura indubbiamente onirica, ma dall’immutato fascino. Da quell’estate memorabile di cinquant’anni fa quando la Summer Of Love cambiò la vita di parecchie persone eccoci arrivare, grazie al sempre prezioso lavoro dell’etichetta californiana Rhino, questa quarta parte del progetto Nuggets dedicato alla psichedelia. Questo bellissimo box con libro di 120 pagine e 4 CD ripercorre e ci presenta quanto accadeva nella Bay Area nel periodo 1965-1970 attraverso nomi noti e, altri, difficilmente rintracciabili sull’odierno mercato. 77 songs dai Grateful Dead, ai Jefferson Airplane, oppure Steve Miller Band, i magnifici Quicksilver Messenger Services, ovviamente Janis Joplin, Country Joe & The Fish, Santana quando ancora era cosa seria, Moby Grape, Charlatans, Sly And The Family Stone, gli Youngbloods di Jesse Colin Young ma, anche, nomi celebri come Flaming Groovies, Mother Heart, Sons Of Champlin, Sopwith Camel, Beau Brummels, Blue Cher, Dan Hicks, Mad River, Dino Valenti, Chocolate Watchband e Count Five, fino ai We Five, Warlocks (che si trasformeranno nei celebri Grateful Dead), The Vejtables, The Mistery Trend, The Grass Roots, The Mojo Man, The Wildflower, The Frantics, The Tikis, solo per citarne una parte, ma che meritano di essere conosciuti. La raccolta, curata da quel grande esperto in materia che risponde al nome Alec Palao, è suddivisa in una sorta di 4 capitoli dove viene data priorità a brani meno noti, più oscuri, ma dall’immenso fascino partiti dall’assoluto anonimato per arrivare, magari, alla grande fama. Un esempio “Get Togheter”, uno degli inni della Summer of Love incisa nel gennaio del 1964 col nome completo “Let’s Get Togheter” da Dino Valenti, che apre il box, fino alla notissima versione del novembre 1966 degli Youngbloods che chiude il cofanetto. Nel libro vi sono note e storia di ognuna delle 77 canzoni, con bellissime foto dell’epoca e vengono analizzate, capitolo (CD) dopo capitolo, le 4 fasi salienti dell’evoluzione e della fine di un’epoca. Dalle coffeehouse, dai piccoli locali da ballo quando la musica folk di Dylan, la Beatlemania e il blues bianco – sulla scia Butterflied – influenzavano il suono della città, ai vicini sobborghi come Sacramento e San Josè dove esisteva una vitale e vibrante scena musicale, per giungere alla grande esplosione della Summer Of Love in quei diciotto mesi iniziati con lo Human-Be-In e terminati con il funerale dell’hippie causato dall’arrivo massiccio tra le strade di Haight-Ashbury di personaggi nefasti, fino al periodo 1968-70 dove la disillusione creata dal Vietnam, Altamont, Kent State ecc. non ha, comunque, intaccato – pur lasciando un gusto amaro e acerbo – il potente sound del rock’n’roll della Bay Area. Rarità in questo straordinario lavoro di ricerca per scoprire o approfondire un momento fondamentale per la storia della musica rock mondiale.

[Antonio Boschi]


VV. AA. – Love Is The Song We Sing: San Francisco Nuggets 1965-1970

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