Sorrow Come Pass Me Around (foto Antonio Boschi, WIT Grafica & Comunicazione)Non entro in una chiesa manco morto, e manco da morto lo farò, almeno non in una italiana. Cambierebbe se fossi in quel Deep South dove il sentimento religioso ha ben altra spiritualità e – soprattutto – la sua colonna sonora ha tutto un altro concetto. Non entro nel merito sul fatto di credere o meno in Dio, è fatto personale e totalmente slegato alla frequentazione ecclesiastica. Ma se fossi in quel “profondo Sud”, come dicevo e magari sul finire degli anni ’60, credo che mi farei delle domande sul frequentare o meno la casa del Signore. Una risposta me la da questo “Sorrow Come Pass Me Around – A Survey of Rural Black Religious Music” ristampa del 2013 a cura della Dust To Digital di una raccolta di “field recording” uscita nel 1975 dove David Evans, noto ricercatore e musicista, assieme a John Fahey (inutile dire chi sia costui), i coniugi George e Cathy Mitchell ed Alan Wilson documentavano la musica religiosa rurale nera. Registrazioni fatte sul campo, al di fuori delle chiese, in quattro tra i più importanti Stati degli USA dove la musica è cosa seria: Mississippi, Tennessee, Georgia e Louisiana. Uscito originariamente per l’etichetta californiana Advent possiamo beneficiarne ancora grazie all’intelligente lavoro che sta compiendo la label di Atlanta Dust To Digital, fontada da Steve Lance Ledbetter con la meritoria missione di recuperare materiale di artisti noti o meno dell’American Popular Music, ridando loro una nuova vita, togliendoli e ripulendoli dalla polvere. Questa raccolta è cosa assai seria, ad iniziare dalla bellissima veste grafica ricca di note redatte dallo stesso Evans, non a caso uno dei migliori in questo campo e bellissime fotografie dell’epoca. Un disco che ha un suo misticismo, capace di trasportarti in quelle terre lontane e di far capire quale fosse il fervore di alcune delle celebtrazioni che si tenevano, capaci di far appassionare anche il più incallito tra i “mangiapreti”. Come quando Don Camillo riesce ad ingannare Peppone. Si va dai brani come “Sorrow Come Pass Me Around” di Ephram Carter And His Fife & Drum Band oppure l’arcinota “Motherless Children” di Napoleon Strickland dove il piffero fatto in casa con canne di bambù è un passaggio diretto verso le sponde del Mississippi, fino ad un vero e proprio sermone (“Talk About A Child That Do Love Jesus”) tenuto dal Reverendo Rubin Lacy, mississippiano trasferitosi in California. Poi troviamo Willard Artis “Blind Pete” Burrell che ci intona, accompagnato alla chitarra, una toccante “Do Remember Me” così come “The Ship Is At The Landing” nell’esecuzione da parte di Babe Stowall che ritroveremo, verso la fine dell’album, con una splendida e minimale versione dell’inno “When The Circle Be Unbroken”. Il terzetto formato da Annie Lee and Oscar Crawford with Annie Mae Jones ci fa percorrere il corpo da brividi con la loro esecuzione a cappella di “You Don’t Know What The Lord Has Done For Me”, una delle vette massime dell’album. Robert “Nighthawks” Johnson (nulla a che vedere con “quel” Robert Johnson) proviene anch’esso dal Delta del Mississippi e si sente benissimo sia nel modo di cantare che nei fraseggi alla chitarra che ci regala con una spettacolare “Can’t No Grave Hold My Body Down” e, anche, in “Climbing High Mountains” che si muove sullo stesso giro alla chitarra, ma dove la voce, intensa e struggente, fa la differenza. Lo troviamo anche accompagnare le figlie Dorothy Lee, Norma Jean And Shirley Marie in “You Got To Give An Account”, tipico canto da chiesa come il seguente, ma molto più toccante, “By The Grace Of My Lord, I’ve Come A Long Way” dove la sola voce di Katie Mae Young ci mette tutti in ginocchio. Eddie Lee “Mustright” Jones ci fa conoscere “My Sun Don’t Never Go Down” con la sua bella voce e chitarra rigorosamente scordata. Una delle più toccanti e per nulla banali, come ahimè spesso capita di sentire, versione di “Glory, Glory Hallelujah” ce la regala un raggruppamento formato nella prima parte da Chester Davis And Congregation che passa la voce a Compton Jones And Group con tanto di diddley bow per terminare con la slide guitar e l’inimitabile voce del grande Furry Lewis. Willard Burrell torna a presentarci “A Little Talk With Jesus Makes It Right” seguito dal terzetto famigliare “from Senatobia” composto da Pattie Rosemon whit Frank and Odie Rosemon nella stupenda “I Heard The Voice Of Jesus Say” e relativi rumori casalinghi. Chiude questo meraviglioso album il classico “I Shall Not Be Moved” con ancora Burrell che ci porta sul portico di casa sua, assieme ai suoi amici e parenti in uno di quei rari, ma intensi, momenti di riposo e gioia che queste persone potevano concedersi. Un disco fondamentale per avvicinarsi ad un aspetto della musica nera, importantissimo per capire come approcciarsi al blues, come suonarlo e come cantarlo. Cercatelo.

[Antonio Boschi]


VV. AA. – Sorrow Come Pass Me Around (1975)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *